Un viaggio tra le origini del tè giapponese
Ogni tazza di tè racchiude una storia.
Una storia di mani esperte, di colline verdi, di piogge regolari e di gesti tramandati nel tempo.
Tra i luoghi in cui questa storia continua a scriversi, il Giappone occupa un posto speciale: qui, la coltivazione del tè è diventata una forma d’arte, una filosofia del tempo e della cura.
Viaggiare attraverso le regioni del tè giapponese — da Uji a Shizuoka, da Kagoshima fino a Kyoto — significa attraversare paesaggi in cui il verde ha mille sfumature.
Tra le montagne e i campi ordinati, la vista del Monte Fuji che si alza oltre le piantagioni è un’immagine che resta nel cuore: silenziosa, armoniosa, eterna.
La pianta del tè: Camellia sinensis
Tutti i veri tè, dal verde al nero, dal bianco all’oolong, provengono dalla stessa pianta: la Camellia sinensis.
Questa piccola pianta sempreverde, con i suoi fiori bianchi e delicati, è all’origine di un’infinita varietà di profumi e sapori.
In Giappone, la Camellia sinensis cresce su terreni vulcanici ricchi di minerali e in un clima umido e temperato, perfetto per sviluppare foglie sottili, ricche di sostanze aromatiche.
La differenza tra un tè e l’altro non sta nella pianta, ma nel modo in cui viene raccolta, lavorata e trasformata.
È il gesto — umano, preciso e rispettoso — a dare identità a ogni tè.
I principali tè giapponesi: dal Sencha al Matcha, fino agli infusi tostati
Da queste foglie, lavorate con maestria e rispetto, nascono alcuni dei tè giapponesi più amati nel mondo.
Ognuno ha un carattere unico, legato al metodo di lavorazione e alla filosofia del suo territorio.
Sencha: la freschezza del verde
È il tè più diffuso in Giappone, ottenuto da foglie giovani di Camellia sinensis, cotte a vapore subito dopo la raccolta per bloccare l’ossidazione.
Il risultato è un tè dal colore brillante, dal profumo vegetale e dal gusto fresco, equilibrato, leggermente dolce.
Il Sencha è il tè del quotidiano giapponese: semplice, puro, essenziale.
Matcha: la polvere del rituale
Il Matcha nasce da foglie di tè ombreggiate per alcune settimane prima della raccolta, che vengono poi cotte a vapore, essiccate e macinate finemente in mulini di pietra.
Questa lavorazione dà origine a una polvere verde intensa, ricca di umami, che diventa protagonista della cerimonia del tè (chanoyu).
Bere Matcha è un’esperienza meditativa, un gesto lento che invita alla presenza.
Hōjicha e Kyōbancha: il calore del fuoco
Non tutti i tè verdi giapponesi sono freschi e vegetali.
Con la tostatura, il profilo cambia: il colore si fa ambrato, il profumo ricorda la legna e le sere d’autunno.
L’Hōjicha, ottenuto da foglie di Sencha o Bancha tostate, ha un gusto morbido e rotondo.
Il Kyōbancha, tipico della regione di Kyoto, viene raccolto in autunno e tostato con delicatezza: un tè dal carattere gentile, perfetto dopo i pasti o la sera.
La filosofia del tè giapponese
Bere tè in Giappone non è solo un’abitudine, ma un modo di guardare il mondo.
Il tè invita a rallentare, ad ascoltare, a fare spazio.
Ogni fase — dall’acqua versata con attenzione alla foglia che si apre — è un piccolo atto di consapevolezza.
In questo senso, il tè giapponese non è mai solo una bevanda: è un rito quotidiano di equilibrio e gratitudine, una forma di armonia con la natura e con sé stessi.
La nostra selezione di tè giapponesi
Da Parliamo di Thè selezioniamo ogni varietà con la stessa attenzione con cui viene coltivata e lavorata.
Collaboriamo con produttori che uniscono tradizione e ricerca, per offrire tè che raccontano la purezza e la complessità del loro luogo d’origine.
Dalle note vegetali del Sencha all’intensità cremosa del Matcha, fino ai profumi tostati dell’Hōjicha e del Kyōbancha: ogni tazza è un viaggio nel Giappone del tè.
Scopri la nostra selezione di tè giapponesi — e lascia che la calma, la precisione e la bellezza di questi luoghi ti accompagnino anche a casa.